E' ampiamente risaputo che le attuali riserve di combustibili fossili della riva e costieri non possono più venire incontro alle crescenti esigenze energetiche del mondo moderno, che insiste nel dipendere dalle convenzionali fonti di energia, e principalmente dal petrolio. Questo è il motivo per cui c'è stato uno spostamento dell'industria del petrolio verso lo sfruttamento di ambienti più “complessi” come le profondità marine, dove le attività di trivellazione rappresentano un serio rischio. Come conseguenza, l'ambiente marino riceve un'ampia gamma di inquinanti, come rottami, prodotti petroliferi, metano, metalli pesanti, sostanze radioattive ecc, che porta alla sua degradazione e costituisce una minaccia per la salute umana e per la prosperità socio-economica; due parametri strettamente legati alle attività costiere e marine. L'Italia, cosiccome Malta e la Libia, sono alcuni dei paesi mediterranei direttamente interessati dal problema.